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Disagi alla viabilità: Cna Emilia Romagna e Lombardia incontrano Trenord

Comunicato stampa, 7 giugno 2018. L’incontro si è tenuto lo scorso 24 maggio, in seguito a una richiesta inviata dai Presidenti regionali di CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia dello scorso 30 marzo in cui veniva espressa forte preoccupazione per i continui e ripetuti disagi alla viabilità in alcune importanti linee di trasporto pubblico, in particolare per la tratta Brescia-Parma, che hanno coinvolto migliaia di pendolari creando sensibili disagi dovuti a ritardi e cancellazioni.

07-06-2018

La posizione espressa da CNA è molto chiara: occorre una progettazione responsabile a fronte di investimenti certi, per evitare che in futuro si possano ripresentare disagi che hanno coinvolto migliaia di persone e di imprese come nel recente caso della linea Brescia-Parma in cui, con particolare riferimento alla tratta Casalmaggiore-Parma, ritardi e cancellazioni hanno creato evidenti problemi al sistema economico locale. Basti pensare alla vastità dell’area coinvolta: il nord-est della provincia di Parma e la bassa cremonese e mantovana su cui operano numerose imprese, molte di queste concentrate nelle tante aree artigianali e produttive e che vedono in quel breve lembo di terra uno snodo logistico molto importante.

Queste le ragioni e i contenuti portati all’attenzione di Trenord nel corso di un incontro formale voluto dalle CNA dell’Emilia Romagna e della Lombardia e richiesto all’ente lo scorso 30 marzo e che si è tenuto giovedì 24 maggio presso la sede regionale lombarda dell’Associazione alla presenza dei direttori regionali CNA Emilia-Romanga e Lombardia, Fabio Bezzi e Giuseppe Vivace, i responsabili regionali CNA Fita Emilia-Romagna e Lombardia, Rosalia Curigliano e Adriano Bruneri e, in rappresentanza di Trenord, il direttore della comunicazione Paolo Garavaglia.

"Emilia-Romagna e Lombardia – afferma il Direttore di CNA Emilia Romagna Fabio Bezzi sono Regioni spesso protagoniste di esperienze virtuose, tuttavia esistono zone d’ombra che non vanno in questa direzione: non possiamo che essere preoccupati per quelle linee ferroviarie regionali e metropolitane non solo poco efficienti ma anche poco sicure. I disagi, continuamente segnalati, vissuti dai tanti pendolari sulla linea ferroviaria Parma-Brescia sono un esempio di disservizio che la società concessionaria non può più permettersi, alla luce delle difficoltà a cui sottopone studenti e lavoratori e di conseguenza alle molte imprese di quel territorio che devono tutti i giorni fare i conti con l’incertezza e l’insicurezza del viaggio".

Aggiunge il Direttore di CNA Lombardia Giuseppe Vivace "Dopo l'incontro abbiamo avuto la sensazione che la situazione sia complicata ma non irrisolvibile. I disagi dei pendolari sono davanti a tutti ed il problema va affrontato organicamente e non a compartimenti stagni: pensiamo sia inderogabile la convocazione di un tavolo unico che veda insieme le regioni competenti e gli enti che hanno responsabilità nella mobilità delle persone sulla tratta Casalmaggiore-Parma, ovvero RFI-TRENORD-Emilia Romagna-Lombardia e province di Cremona e Parma. Solo così sarà possibile una verifica delle possibilità/disponibilità a fare investimenti su quella tratta, sulla base di numeri certi".

"Parallelamente - aggiunge Vivace - la questione della riparazione/rifacimento del Ponte di Casalmaggiore, che paradossalmente risolverebbe ogni problema, deve trovare un momento di verifica da parte dei soggetti coinvolti comprendendo anche il Ministero: le scelte ed i tempi devono avere certezze sia sulla modalità di azione; sia sulle risorse necessarie; sia sui tempi di intervento sui ponti e sulla viabilità. Le imprese e i cittadini hanno bisogno di assicurazioni. Nei prossimi giorni chiederemo un tavolo unico affinché le responsabilità delle scelte siano chiare a tutti".

Il direttore della comunicazione e del marketing di Trenord Paolo Garavaglia spiega che per limiti infrastrutturali della linea (come per esempio binario unico, linea non elettrificata, capacità di peso dei convogli) consentono soltanto il traffico dei treni di vecchia generazione (si tratta di mezzi con oltre 35 anni di attività). L’unico investimento possibile è stato quello di raddoppiare la capacità dei convogli, consentendo il traffico a convoglio di quasi 400 persone per viaggio ed un totale stimabile in circa 4.000 persone al giorno.

CNA non ritiene soddisfacenti le motivazioni esposte da Trenord e ribadisce l’importanza di operare con priorità ad un potenziamento della rete ferroviaria locale e, di conseguenza, arrivare ad una intensificazione delle corse e ad un investimento che possa consentire a percorrere queste tratte anche ai treni di nuova generazione. E promette una “vigilanza” attenta e rigorosa sui lavori e le manutenzioni che riguardano sia la rete ferroviaria che quella stradale. In particolare su quest’ultima CNA si è già attivata con gli Assessorati competenti e in Emilia Romagna è già stato previsto un incontro nelle prossime settimane. La rete stradale delle provincie coinvolte non è sufficiente a sopportare la mobilità casa-lavoro, l’avvio dei cantieri di ripristino dei ponti chiusi nei mesi scorsi devono avere la massima priorità.

"Siamo consapevoli dei problemi infrastrutturali e parte delle risposte che ci sono state date erano ampiamente previste, – concludono Bezzi e Vivacetuttavia non possiamo che giudicare insoddisfacente questo primo momento di incontro e riteniamo che Trenord debba affrontare il problema più seriamente, definendo investimenti certi per importo e tempistica per il potenziamento della linea. CNA vigilerà anche sull’avvio dei lavori di manutenzione dei ponti stradali che da mesi impediscono la mobilità di merci e persone con oneri solo a carico degli utenti: autotrasportatori, imprese e cittadini".  

Il messaggio di CNA è lanciato in modo chiaro e inequivocabile: investimenti, tempi certi, interventi efficienti.

Bologna, 7 giugno 2018

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