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Comunicato stampa

Referendum sull'art.18, duro giudizio della CNA:iniziativa sbagliata e demagogica. Così si mettono a rischio imprese e l'occupazione

20-01-2003

�Ora che il referendum, promosso da Rifondazione Comunista e Verdi sull�estensione delle tutele previste dall�articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (reintegro dei dipendenti licenziati) alle imprese artigiane e pmi che impiegano meno di 16 dipendenti, � stato dichiarato ammissibile dalla Consulta, � il momento di evidenziare tutta la gravit� di questo progetto e la mancanza di responsabilit� di chi lo ha avviato�.


Con queste parole il Presidente regionale della CNA dell�Emilia Romagna, Quinto Galassi, ha preannunciato che la Confederazione, far� il possibile per impedire che il referendum passi �dispiegando tutti i suoi effetti negativi �.

Si tratta, infatti, di una proposta che se accolta determinerebbe, secondo la CNA, effetti estremamente negativi. Prima di tutto per le imprese di piccole dimensioni, che si vedrebbero destabilizzate nel rapporto col mondo del lavoro. Infatti non sarebbero pi� in grado di fare affidamento sulle proprie peculiarit� di imprese nelle quali il fattore di successo di maggior peso � costituito dal lavoro dei dipendenti e degli imprenditori; questo elemento determina una fiducia reciproca, in assenza della quale risulta impossibile il protrarsi di qualsiasi rapporto. Il referendum se accolto, cancellerebbe con un tratto di penna l�artigianato e la sua capacit� di restare sul mercato.
Ma effetti negativi si avrebbero anche per i lavoratori dipendenti i quali, in presenza di regole estremamente rigide, si troverebbero a non poter pi� contare su aziende che, solo in un regime di relativa flessibilit�, sono in grado di assumere e svilupparsi.

��Nel migliore dei casi - prosegue Galassi - avremmo un netto abbassamento del livello di occupazione; nel caso peggiore, alla diminuzione si aggiungerebbe un elevato tasso di lavoro nero.� Quali sarebbero in questo caso le tutele?�
 

Ma per la CNA, conseguenze non positive ricadrebbero anche sulla societ� regionale, che subirebbe un impoverimento complessivo: meno imprese, meno occupazione, reddito inferiore, caduta dei consumi.


�Per dare l�idea delle dimensioni del problema - conclude il presidente della CNA � voglio ricordare che in Emilia Romagna sono oltre 37.000 le imprese artigiane e le piccole imprese con meno di 16 dipendenti, che oggi occupano oltre 160.000 lavoratori. Imprese che nel tempo sono sempre cresciute come numero e tasso occupazionale. Anche in questa fase di congiuntura non favorevole, le imprese artigiane chiedono manodopera, sono disponibili ad assumere; non pensano certo a licenziare�.

La CNA non nasconde la propria preoccupazione davanti ad una iniziativa ritenuta inutile, demagogica e sbagliata, che rischia solo di introdurre elementi di conflittualit� nelle relazioni sindacali e indebolire un tessuto di imprese che rappresenta il polmone dell�economia regionale.