A Rai News 24 si è parlato dei tagli al settore audiovisivo previsti dalla manovra di Bilancio con Gianluca Curti, presidente nazionale CNA Cinema e Audiovisivo, in diretta da Los Angeles dove si trova per l’American Film Market.
“La nostra filiera è estremamente importante e dà lavoro a più di 124mila persone in Italia. In un momento di delocalizzazione e deindustrializzazione, il settore è centrale nell’economia nazionale: per questo motivo deve essere protetto e sostenuto anche nella sua crescita”, ha evidenziato Curti in apertura.
“Ovviamente ci rendiamo conto che viviamo una congiuntura economico-finanziaria internazionale e nazionale molto particolare – ha proseguito – e che quindi il sistema debba essere oggetto di inevitabili cambiamenti. Bisogna tenere conto, però, che il nostro settore ha un ciclo industriale che dura dai 12 ai 36 mesi: i film, i documentari, le serie tv, le animazioni, i cortometraggi che stanno per andare in produzione oggi, o che dovrebbero andare in produzione nei prossimi sei mesi, sono stati programmati da uno, due o addirittura tre anni. Si tratta di una filiera – ha evidenziato – che ha bisogno di molto tempo per programmare ed eventuali tagli o aggiustamenti in corsa, se non spalmati in un periodo medio-lungo, potrebbero essere veramente letali per l’intero sistema”.
A proposito della polemica sull’utilizzo dei fondi statali per sovvenzionare produzioni che non hanno mai visto la luce o non hanno incassato nulla, Curti è fermo nella sua condanna e nella difesa degli operatori onesti del comparto: “Rispondo molto semplicemente con un esempio banalissimo. Credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che la sanità pubblica in Italia sia centrale nel nostro Sistema democratico, nonostante siano stati trovati alcuni ‘furbetti’ che hanno usufruito di prestazioni o di pensioni senza averne diritto. Analogamente, in qualunque attività umana, quindi anche nel cinema, nell’audiovisivo, possono esserci stati degli errori o delle persone disoneste, ma tutto questo non andrebbe oltre lo 0,5% forse. Il nostro comparto è assolutamente sano, importante, centrale nell’economia industriale e nella cultura italiana”, ha ribadito.
“Quello audiovisivo è un settore che, attraverso le sue produzioni, attrae investimenti internazionali con ricadute positive sui territori, sulle nostre venti regioni creando Pil. Ripeto, comprendiamo la necessità di apportare tagli al settore, ma abbiamo bisogno di programmazione, dobbiamo dare il tempo all’industria di riorganizzarsi, di rimettere a posto i propri conti economici, i propri piani finanziari. Con il tempo possiamo fare tutto, se dovesse essere dall’oggi al domani, ahimè, avremmo probabilmente un impatto molto pesante – ha concluso Curti – con decine di migliaia di disoccupati in pochissimo tempo”.


