È stato l’ultimo set a chiudere il 12 marzo, sarà il primo o uno dei primi a riaprire, se non altro perché il lockdown l’ha colpito a solo a due giorni e mezzo dalla fine delle riprese: è “Bastardi a mano armata” di Gabriele Albanesi con Marco Bocci e Fortunato Cerlino. Quando? “Dipenderà da una serie di fattori, tutti noi vogliamo che accada presto, ma le condizioni per farlo in sicurezza sono allo studio“, racconta all’ANSA Gianluca Curti, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo e produttore di Minerva.

“Sono giorni intensi di riunioni con le altre associazioni di produttori, con l’Anica, con l’Apa – prosegue Curti – con gli autori, le maestranze, i sindacati, un tavolo aperto e un confronto molto collaborativo perché è davvero interesse di tutti far ripartire il cinema e con la massima sicurezza. Si arriverà alla fine a protocolli condivisi che saranno poi portati all’esame del Mibact innanzitutto e degli altri ministeri competenti”, dice anticipando che una delle cose certe sarà “blindare la salute con un medico sempre sul set”.

Le soluzioni sul come fare “si trovano, è altro che preoccupa”: le assicurazioni. “Al momento nessuna assicurazione include il rischio Covid per le produzioni e dunque nessun imprenditore può dare un ok sapendo di non avere le coperture assicurative“. Bel problema, “senza la soluzione del quale non si torna sul set di sicuro”. Tra le varie ipotesi si sta pensando ad una “rete di sostegno con enti terzi, con le Regioni, la Cassa depositi e prestiti, per non essere soli e avere la copertura finanziaria per correre il rischio di interruzione del set”. Vedendo questa ipotesi in dirittura d’arrivo, Curti, portavoce di altri produttori, si sente ottimista e se “non sarà entro giugno, ma a metà luglio va bene lo stesso. Tra l’altro non ci sono scene di massa né baci, tutto dovrebbe filare liscio”, dice non senza ironia.

Anche un suo altro film, “Calibro 9” di Tony D’Angelo con Michele Placido, con 5 milioni di budget, era arrivato all’ultimo miglio: “Ci siamo fermati alla post produzione, contiamo di finire nei prossimi 15 giorni”, mentre saranno ormai per settembre le riprese della commedia “Addio al nubilato” di Francesco Apolloni con Laura Chiatti.

Molto meno ottimista, “ma è un parere personale”, è Curti per quanto riguarda il cinema in sala: “si tornerà a settembre, prima è antieconomico” e per vari motivi: le persone dopo tanta chiusura in casa non vorranno rinchiudersi di nuovo, l’aria condizionata è pericolosa e dunque accaldarsi non è allettante, riaprire per pochi costa comunque come aprire per il pienone, ma con meno incassi e infine nessuno vorrà programmare e dunque bruciare in queste condizioni film attesi. Qualcuno riaprirà certamente, ma sarà con una programmazione d’emergenza, magari rimettendo in circolazione film andati direttamente sulle piattaforme in questi due mesi. La stagione cinematografica estiva che lo scorso anno con Moviement ci aveva fatti sognare quest’anno purtroppo salta un turno”.