“La piccola impresa svolge un ruolo determinante non solo in termini economici ma soprattutto come presidio sociale, e come motore di integrazione”. Il Presidente nazionale CNA, Dario Costantini, è intervenuto al Festival della migrazione 2025 a Bologna a una tavola rotonda dal titolo “Un lavoro giusto per tutte e tutti: etica, economia, società” al quale ha partecipato anche il Presidente della Cei Matteo Zuppi.
“Le nostre imprese sono inclusive, sono un fondamentale laboratorio di integrazione. E nella piccola impresa anche i migranti trovano risposte alle proprie ambizioni. L’imprenditoria immigrata è in costante crescita e rappresenta l’11% del totale, circa 650mila aziende”. Ma le piccole imprese sono anche la principale porta d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Il 70% dei giovani realizza la prima esperienza lavorativa in una piccola impresa. Nelle imprese artigiane le donne che lavorano sono in costante crescita e hanno raggiunto il 46,8% contro il 40% della media totale. I lavoratori immigrati sono il 18,2% rispetto al 16,5% del totale delle imprese e gli under 30 sono il 21,3% rispetto al 17% complessivo”.
Come CNA sosteniamo l’imprenditore immigrato e cerchiamo di trovare risposte, seppur parziali, alla grande emergenza della mancanza di lavoratori. “Abbiamo messo a punto il primo progetto europeo per l’artigianato nell’ambito dei corridoi professionali. Dopo due anni siamo ancora alle prese con una burocrazia europea asfissiante. Devo riconoscere che in questo progetto abbiamo trovato il maggior sostegno da parte del governo italiano. Attendiamo gli ultimi passaggi per aprire la nostra prima scuola in Egitto. Un centro per formare competenze utili alle nostre imprese ma anche un luogo dove i giovani egiziani impareranno la nostra lingua e le regole del nostro paese perché l’integrazione è un requisito essenziale. Registro che negli ultimi due anni non abbiamo ancora formato un giovane egiziano mentre i flussi migratori dall’Egitto sono aumentati del 60% con oltre 40mila ingressi. L’Italia e soprattutto l’Europa devono cambiare approccio. Accantonare le ideologie e dare risposte all’emergenza europea dell’inverno demografico”.


