Un progetto indipendente, low budget e radicato sul territorio entra nella rosa ristretta dell’Academy. CNA: “È la prova che talento e impresa creativa possono competere nel mondo, se sostenuti”
Per la prima volta nella storia del cinema italiano, un cortometraggio di animazione entra nella shortlist a 15 degli Academy Awards. A firmare questo passaggio storico è “Playing God”, corto stop-motion di nove minuti realizzato a Bologna da Studio Croma Animation, con la regia di Matteo Burani e l’animazione di Arianna Gheller. Un traguardo che, oltre a celebrare un’opera d’autore, racconta la forza della filiera creativa emiliano-romagnola e il valore di investimenti mirati come il sostegno della Emilia-Romagna Film Commission.
“Playing God” è stato selezionato nella categoria Best Animated Short Film, portando l’Italia a competere con altri 14 titoli scelti dai membri dell’Academy. Un risultato che nasce lontano dai grandi budget e dalle filiere industriali più strutturate: il cortometraggio è un progetto indipendente e low budget, sostenuto da un contributo regionale e cresciuto lungo un percorso artistico e produttivo durato sette anni.
Al centro c’è una scelta estetica e produttiva che è anche una dichiarazione di identità: la stop-motion, la tecnica in cui ogni minimo movimento viene costruito manualmente fotogramma dopo fotogramma. Un lavoro paziente, fisico, artigianale, dove la cura del dettaglio e la competenza tecnica fanno la differenza. E non è un caso che nel racconto del film il “creatore” sia rappresentato da mani umane: la materia, argilla, diventa protagonista: come se l’opera ricordasse a chi guarda quanto lavoro, tempo e precisione servano per trasformare un’idea in un risultato compiuto.
La storia segue uno scultore ossessionato dall’idea di perfezione, che abbandona le sue creature perché giudicate imperfette. Ma nell’oscurità del laboratorio le sculture d’argilla prendono vita e tentano disperatamente di raggiungere il proprio creatore. Gli autori la descrivono come una riflessione sulla fragilità umana, sull’emarginazione e sul bisogno di appartenenza: su come rifiuto e giudizio possano condizionare ogni individuo, e su come unione e resilienza possano trasformare la marginalità in forza e senso di comunità.
Dopo la première mondiale alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia dove il film è stato accolto con grande attenzione, “Playing God” ha costruito un percorso eccezionale per un corto indipendente culminato in questo posizionamento in shortlist agli Oscar che riempie di orgoglio.
Per CNA, che da sempre lavora per dare voce e strumenti alle imprese e alle professionalità, questa storia è più di una notizia culturale: è un indicatore di come la creatività, quando è anche impresa e competenza, possa diventare un asset economico e identitario per un territorio.
“Il riconoscimento ottenuto da ‘Playing God’ – dichiara Ivan Olgiati, presidente CNA Cinema e Audiovisivo Emilia-Romagna – è motivo di orgoglio per tutta l’Emilia-Romagna perché dimostra che anche una produzione indipendente, con risorse limitate ma con competenze altissime, può arrivare ai vertici mondiali. In questa storia ci sono lavoro, artigianalità, innovazione e una filiera che funziona: professionisti, imprese creative, istituzioni e strumenti di sostegno come quelli della Film Commission. È un messaggio chiaro: se investiamo con continuità nel cinema e nell’audiovisivo, creiamo opportunità, attrattività e futuro per il territorio”.
Lo “scatto” verso la shortlist degli Oscar, infatti, si legge anche in controluce come un caso di scuola: da un lato il valore della visione autoriale e delle competenze tecniche, dall’altro la capacità di costruire un percorso produttivo lungo, coerente e sostenibile. La stop-motion, in particolare, richiede tempi estesi e una forte intensità di lavoro: ogni secondo di animazione è il risultato di micro-scelte ripetute, di prove, di scarti, di precisione. È una forma di manifattura culturale che rende evidente la dimensione artigiana del fare audiovisivo.
Ed è proprio qui che il punto di vista CNA diventa centrale: il settore culturale e creativo non è un universo separato dall’economia reale. È economia reale, fatta di imprese, professioni, progettazione, rischi e investimenti. Un cortometraggio che arriva a competere sulla scena più osservata del cinema mondiale è anche un biglietto da visita per l’ecosistema locale: dice che il territorio sa generare qualità, sa trattenere e far crescere talenti, sa dialogare con partner internazionali, e sa trasformare un’idea in un prodotto culturale capace di attraversare mercati e pubblici.
In questo senso il sostegno pubblico, in questo caso il contributo regionale, non è un dettaglio di contorno ma una parte della storia: quando le risorse sono limitate, un supporto mirato può fare la differenza tra un’idea che resta nel cassetto e un progetto che si compie, si misura, e si apre al mondo. E dimostra che anche grazie a un investimento relativamente contenuto si possa attivare un percorso di visibilità internazionale e di riconoscibilità per la filiera regionale, generando ricadute in termini di reputazione, opportunità, relazioni e potenziale crescita.
Ora l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi: l’annuncio ufficiale dei cinque finalisti è previsto per il 22 gennaio, mentre la cerimonia degli Academy Awards è indicata per il 15 marzo a Los Angeles. Comunque vada, “Playing God” è già una pagina importante per l’animazione italiana e per l’Emilia-Romagna.
Per CNA è soprattutto un invito concreto: continuare a sostenere la filiera del cinema e dell’audiovisivo significa investire in lavoro qualificato, in impresa creativa, in innovazione e in un’immagine attrattiva dei nostri territori.


