“Si parla di un 27% di stima di abusivismo nel territorio, che è circa il doppio rispetto al 14% degli altri mestieri. E soprattutto viene svolto nelle case, dove non possono esserci i requisiti igienico-sanitari: è un grave problema per la salute dei clienti.” Con queste parole Massimiliano Peri, presidente di CNA Benessere e sanità, ai microfoni del TG5 lancia un allarme che fotografa in modo preciso una delle emergenze più sottovalutate nei servizi alla persona.
Il servizio andato in onda nell’edizione delle 20 mette in luce un fenomeno che, nel settore dell’estetica, assume proporzioni impressionanti: tantissimi operatori lavorano senza titoli, senza formazione adeguata e in contesti privi delle minime condizioni igieniche. Una situazione paradossale in un comparto dove il contatto fisico è costante e dove la sicurezza sanitaria dovrebbe essere un prerequisito indispensabile. Ma, come sottolinea il servizio del TG5, non sempre c’è la professionalità necessaria. L’abusivismo è infatti ampiamente diffuso tra barbieri, parrucchieri ed estetisti: in media due operatori su tre sarebbero irregolari, alimentando un mercato sommerso che solo a Roma vale circa un miliardo di euro.
E il fenomeno è trasversale: riguarda piccoli comuni e grandi città, dal nord al sud del Paese.
Dietro la concorrenza sleale e l’evasione fiscale si nasconde il rischio più grave: la salute dei clienti. Strumenti non sterilizzati, prodotti di dubbia provenienza, ambienti non idonei possono favorire infezioni, allergie, trasmissione di malattie cutanee o batteriche.
È questo, ribadisce il presidente Peri, il punto centrale della denuncia: senza regole, senza formazione e senza igiene, non c’è tutela per nessuno.


