Un arretramento senza precedenti. In media un calo del prodotto interno lordo nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 che sfiora il 7 per cento. Per i Paesi economicamente più sviluppati le misure di confinamento per arginare gli effetti del Coronavirus hanno avuto effetti catastrofici. A registrarlo una indagine dell’Ocse, l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione internazionale.

L’indagine riguarda gli Stati membri del G20, appunto i venti Paesi più avanzati del mondo. Nel secondo trimestre dell’anno hanno visto ridurre il proprio Pil in media del 6,9 per cento. Una diminuzione quattro volte più grave di quella rilevata ai tempi della crisi finanziaria del 2009, sottolinea l’Ocse.

Come spesso accade, però, la media fotografa una realtà tutt’altro che omogenea. La Cina è l’unico Paese a registrare una crescita: +11,5 per cento. Cina esclusa, la perdita media del Pil dei rimanenti 19 membri del G20 è pari al -11,8 per cento. Anche in questo caso, la realtà è a tinte diverse. Crolli drammatici sono segnalati in India (-25,2 per cento del Pil) e nel Regno Unito (-20,4 per cento). Crolli netti in Francia (-13,8 per cento), purtroppo Italia (-12,8 per cento) e Germania (-9,7 per cento).