Per CNA Emilia-Romagna l’insediamento dell’Università delle Nazioni Unite e dell’Istituto per l’Intelligenza Artificiale al DAMA Tecnopolo, è una svolta molto importante che deve tradursi in benefici concreti per il tessuto produttivo diffuso.
Bologna diventa ufficialmente una capitale internazionale dell’intelligenza artificiale applicata alle grandi sfide globali. Con la firma dell’atto costitutivo dell’UNU-AI (l’Istituto per l’Intelligenza artificiale dell’Università delle Nazioni Unite) siglato dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dal Rettore dell’UNU, Tshilidzi Marwala, alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale, l’Emilia-Romagna ospita la prima “facoltà” ONU in Italia e nell’Europa mediterranea, all’interno del DAMA Tecnopolo, cuore della Data Valley regionale.
L’Istituto utilizzerà intelligenza artificiale, big data e supercalcolo per analizzare l’impatto del cambiamento climatico e delle trasformazioni globali su società ed economie, con l’obiettivo di fornire strumenti solidi alle decisioni pubbliche. Un investimento di lungo periodo: 40 milioni di dollari di fondo di dotazione e un contributo annuo congiunto di Governo e Regione per i primi dieci anni.
Un progetto di respiro globale, ma che come sottolinea CNA Emilia-Romagna deve parlare anche alle piccole e medie imprese, ossatura economica del territorio. “L’arrivo dell’Università delle Nazioni Unite a Bologna è un segnale fortissimo: l’innovazione non è più solo una questione tecnologica, ma una leva di sviluppo sociale ed economico”, commenta Paolo Cavini, presidente di CNA Emilia-Romagna. “Ora la sfida è fare in modo che questo patrimonio di conoscenze non resti confinato ai grandi centri di ricerca, ma diventi accessibile e utile anche alle micro e piccole imprese”.
Dalla ricerca globale all’economia reale
Negli interventi istituzionali di apertura è emersa con chiarezza la visione che accompagna l’insediamento dell’UNU-AI. Per la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, Bologna è stata scelta perché l’intelligenza artificiale «non è più solo oggetto di studio o sperimentazione», ma parte di una strategia che mette insieme supercalcolo, big data e cooperazione internazionale, con l’obiettivo di un’IA “al servizio delle persone”. Un concetto ripreso anche dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha definito l’UNU-AI “uno dei progetti più significativi in corso nella regione” sottolineando il valore simbolico e politico del rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite in un contesto globale segnato da instabilità e frammentazione.
Per CNA, questa impostazione è cruciale. “Parlare di intelligenza artificiale al servizio delle persone significa, per noi, parlare di imprese che devono poter usare questi strumenti per essere più competitive, resilienti e sostenibili” osserva Cavini. “Penso alla gestione dell’energia, alla prevenzione dei rischi climatici, all’organizzazione del lavoro, alla logistica, fino alla capacità di anticipare i cambiamenti dei mercati”.
Una Data Valley che includa le PMI
Il DAMA Tecnopolo, che già ospita il supercomputer Leonardo, il Centro Meteo Europeo e Cineca, si consolida come uno dei poli europei più avanzati per il supercalcolo e l’analisi dei dati. Ma per CNA Emilia-Romagna la vera partita si gioca sulla capacità di costruire ponti tra eccellenza scientifica e sistema produttivo diffuso. “Le PMI non chiedono slogan sull’innovazione ma strumenti concreti, competenze e accompagnamento” sottolinea Cavini. “Un centro come l’UNU-AI può diventare un alleato strategico se saprà dialogare con i territori, con le associazioni d’impresa, con chi ogni giorno deve tradurre la tecnologia in processi, prodotti e lavoro”.
In questo senso il focus dell’Istituto su cambiamento climatico, disuguaglianze, migrazioni e sostenibilità è particolarmente rilevante per una regione che ha sperimentato direttamente gli effetti degli eventi estremi e che ospita un tessuto di piccole imprese chiamate a reinventarsi nella doppia transizione digitale ed ecologica.
Governance globale, impatto locale
L’insediamento dell’UNU-AI rafforza anche il ruolo dell’Italia nella governance globale dell’intelligenza artificiale. Un tema che, per CNA, non può restare astratto. “Le regole dell’IA si stanno scrivendo adesso” conclude Cavini. “Avere a Bologna un centro delle Nazioni Unite significa poter contribuire a una governance che tenga insieme innovazione, etica e inclusione. Ma significa anche vigilare affinché le politiche pubbliche che ne derivano siano calibrate sulla realtà delle piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana ed europea”.
La sfida, dunque, è chiara: trasformare un grande investimento internazionale in un motore di sviluppo territoriale, capace di portare l’intelligenza artificiale fuori dai laboratori e dentro l’economia reale. CNA vuole essere il ponte capace di connettere in modo efficace la ricerca di frontiera con le imprese che ogni giorno tengono insieme innovazione, lavoro e comunità.






