Oggi si è ufficialmente aperta la Fase 2. Con circa 900mila imprese artigiane (e oltre due milioni e 300mila addetti) interessate dalla riapertura. Una riapertura che, però, coinvolge un numero ancora insufficiente di micro e piccole imprese.

Non solo, infatti, sono rimaste sostanzialmente chiuse le imprese del turismo e sono aperti con pesanti limitazioni ristoranti, bar, pasticcerie, pizzerie e così via. Rimangono con la saracinesca abbassata fino a terra, a esempio, le attività dei servizi alla persona, di acconciatura e di estetica in primis.

Un settore che, con 135mila imprese e più di 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a garantire il benessere delle persone. Un settore che sta pagando la disattenzione del governo.

CNA da tempo chiede che acconciatori, estetisti e prestatori di servizi alla persona in genere possano riprendere a brevissimo la propria attività. Invece il governo continua a porre come termine della clausura il prossimo primo giugno. Nonostante questo comparto già offra tutte le garanzie necessarie alla riapertura in sicurezza e sia disposto a rispettare anche ulteriori condizioni, purché vengano definite al più presto per consentire una rapida riapertura. Evitando che numerosissime saracinesche non vengano più rialzate.