Accesso ai servizi sanitari, criticità e nuovi bisogni: sono questi i temi indagati dalla quarta indagine dell’Osservatorio sul sistema di tutela della salute per gli anziani, realizzata da CNA Pensionati in collaborazione con il Cergas – Centro Ricerche della Bocconi – e con l’Istituto Tagliacarne. I risultati sono stati al centro di un convegno svoltosi a Roma, alla presenza di Lorenzo Marchetti, Presidente di CNA Pensionati; Dario Costantini, Presidente della CNA; Mario Pagani, Segretario nazionale di CNA Pensionati; e Ludovico Cavallaro, ricercatore del centro studi dell’Istituto Tagliacarne.
La tavola rotonda, moderata da Pietro Romano, direttore della nostra rivista, ha visto poi gli interventi di Elio Borgonovi, Presidente CeRGAS; Paolo Petralia, vicepresidente Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere; e Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità della Segreteria nazionale del PD.
I riflettori della ricerca, ancora una volta, sono stati puntati sulla salute e sulla qualità dei servizi erogati dal Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo non è stato solo fotografarne criticità e carenze, ma rafforzare le politiche associative e proporre soluzioni concrete. La priorità di CNA Pensionati è, infatti, garantire un accesso equo ai servizi sanitari, ridurre le disparità territoriali e costruire modelli di cura capaci di rispondere all’aumento della domanda, legato all’invecchiamento della popolazione.
L’indagine, presentata con l’Osservatorio, ha coinvolto oltre 5.500 pensionati, che hanno espresso le proprie opinioni sul rapporto con i medici di medicina generale, l’accesso ai servizi specialistici e al pronto soccorso, la conoscenza dei servizi territoriali, l’utilizzo degli strumenti digitali e le difficoltà legate alle competenze informatiche.
Ad aprire i lavori è stato Lorenzo Marchetti, che ha ricordato come la presentazione dei dati dell’Osservatorio rappresenti il capitolo conclusivo di un percorso avviato anni fa per monitorare la qualità delle strutture pubbliche e private e lo stato dell’assistenza sanitaria in Italia. “Nella sanità abbiamo problemi enormi, e per affrontarli bisogna conoscerli a fondo”, ha detto. “Lo stato di salute degli anziani è precario e la sanità pubblica non riesce a soddisfare tutte le esigenze, mentre la popolazione invecchia sempre di più. L’aspettativa di vita supera gli 84 anni, una delle più alte in Europa: un dato positivo, certo, ma che porta con sé patologie, disagi e nuove fragilità”.
Cavallaro, poi, ha evidenziato come il SSN sia fortemente disomogeneo tra le regioni, con una diminuzione del personale rallentata solo dalla fase Covid. In molte aree i medici di medicina generale seguono oggi oltre mille assistiti, con picchi superiori a 1.500 in Veneto e Lombardia. Crescono inoltre la spesa sanitaria privata e i costi a carico dei cittadini per visite e diagnostica.
Mario Pagani ha avuto il compito di illustrare nel dettaglio i risultati dell’Osservatorio e indicare le priorità per il futuro. “I nodi sono molti: la digitalizzazione riduce il contatto umano e mette in difficoltà gli anziani, soprattutto nell’utilizzo dei canali di prenotazione e nell’accesso al fascicolo sanitario elettronico. Occorre semplificare e rendere tutto più accessibile; servono app e siti più chiari, istruzioni semplici, e un maggiore utilizzo di supporti esterni come farmacie e associazioni. Sono utili percorsi di accesso più snelli, un’assistenza territoriale potenziata, presidi di prossimità davvero funzionanti, integrazione tra canali digitali e tradizionali e attività formative mirate”.
A seguire, Elio Borgonovi ha lanciato una proposta: “Le case della salute e i presidi territoriali sono spesso scatole vuote, soprattutto nelle aree periferiche. Gli anziani faticano con il digitale. Perché non individuare, nei piccoli centri, un paio di persone di riferimento che possano fare da collettore? CNA Pensionati potrebbe dare un contributo concreto, creando legami virtuosi con un SSN in difficoltà e offrendo competenze e supporto anche nella manutenzione dei luoghi della salute”.
Paolo Petralia ha invece sottolineato la necessità di un welfare “generativo”, in un Paese che presto avrà oltre il 30% di ultrasessantacinquenni. “Un welfare che guardi alla persona, al tempo libero e al benessere complessivo”, ha affermato, invitando i presenti a diventare co-costruttori di salute con il SSN.
Marina Sereni, da parte sua, ha riconosciuto il valore del Servizio sanitario nazionale, ma ne ha evidenziato le criticità: “L’universalismo arretra, l’accesso varia da regione a regione, mancano operatori sanitari e le liste di attesa sono troppo lunghe. In questo momento – ha aggiunto – sta cambiando il bisogno di salute in una popolazione che invecchia e quindi è necessaria una nuova visione. Occorrono più risorse per poter contare su più domiciliarità, più case della salute, e più personale soprattutto infermieristico”.
La chiusura dei lavori è stata affidata al Presidente della CNA, Dario Costantini. “Per noi le tradizioni sono fondamentali – ha dichiarato- e voi, donne e uomini di CNA Pensionati, incarnate la nostra storia. Avete costruito questa CNA e ce l’avete consegnata. Quando terminerà il mio secondo mandato, anche per questo, voglio lasciare una Confederazione in salute e in ordine”.






















