Cavini: «Serve coraggio, dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo. CNA è pronta a fare la sua parte». Riforma della legge 16, affitti brevi e bandi per la riqualificazione: «Regole chiare e strumenti adeguati ad accompagnare le imprese»
CNA Emilia-Romagna ha incontrato l’Assessora regionale al Turismo e Commercio Roberta Frisoni per un confronto strategico sulla riforma della normativa che delle strutture ricettive in regione. Presenti il Presidente di CNA Emilia-Romagna Paolo Cavini, il Segretario regionale Diego Benatti, la Presidente regionale di CNA Turismo e Commercio Laura Sillato, la Responsabile regionale CNA Turismo e Commercio Elisa Muratori e le rappresentanze territoriali del comparto. Un incontro definito «importante e non scontato» dal Presidente di CNA Emilia-Romagna Cavini, che ha sottolineato come CNA rappresenti un corpo intermedio radicato, capace di offrire analisi e soluzioni: «L’Assessora ha colto bene il valore dei corpi intermedi. Noi siamo portatori di interesse e abbiamo davvero a cuore le esigenze delle imprese. Usateci, confrontiamoci: noi siamo sempre a disposizione».
Il turismo in Emilia-Romagna vale quasi il 12% dell’economia regionale e conta circa 15 mila imprese e 45 mila addetti. Una filiera che tiene insieme costa, città d’arte, Appennino, cammini, cicloturismo ed esperienze outdoor, ma che oggi è chiamata a misurarsi con nuove sfide. CNA ha sottolineato come l’industria turistica sia sempre più legata alla qualità complessiva del territorio: il turista sceglie la destinazione sulla base di un’offerta integrata, capace di rispondere a esigenze diverse e di tenere conto degli impatti ambientali e sociali. Da qui la richiesta di una strategia regionale chiara di medio-lungo periodo, accompagnata da norme più semplici, strumenti finanziari adeguati e un’attenzione specifica alle infrastrutture.
Il primo nodo affrontato riguarda la revisione della legge regionale n. 16 del 2004, che disciplina apertura, classificazione e requisiti delle strutture ricettive. CNA Emilia-Romagna ha ribadito all’Assessora Frisoni la sua posizione: serve un aggiornamento radicale.
«È passato troppo tempo – ha ribadito all’unanime il Consiglio regionale di CNA Turismo e Commercio – e il mondo dell’ospitalità è cambiato completamente. Questa è l’occasione per rimettere mano a una normativa che deve parlare il linguaggio del presente, non del 2004. Lavoriamo insieme: confrontiamoci prima di scrivere le regole, perché per le imprese ogni dettaglio fa la differenza».
Per la Presidente CNA Turismo e Commercio Laura Sillato, la classificazione turistica attuale è ormai superata: nella normativa compaiono tipologie di alloggio che di fatto non esistono più, mentre nuove forme di accoglienza non hanno ancora un riconoscimento adeguato. Anche i parametri utilizzati per definire le categorie risultano in parte anacronistici, con richieste legate a dotazioni che non sono più indicatori reali di qualità.
CNA chiede una legge più semplice e chiara, armonizzata per quanto possibile con le altre regioni, che definisca standard minimi e livelli di qualità aggiornabili, facilmente comprensibili per il cliente e autocertificabili dagli operatori. Il controllo, secondo l’Associazione, deve essere “positivo”: uno strumento che aiuti le imprese a crescere e qualificarsi, più che un meccanismo puramente sanzionatorio.
Per quanto riguarda il mondo extralberghiero, cresciuto e cambiato anch’esso negli ultimi anni CNA ha ricordato che l’interesse principale è la tutela di chi svolge attività in modo professionale: operatori che investono, creano occupazione e contribuiscono in maniera strutturale all’offerta turistica regionale. La presenza di definizioni e denominazioni diverse da regione a regione (come i “room and breakfast”) rende difficile la comunicazione al turista e rischia di generare confusione. Per questo CNA sollecita un coordinamento a livello nazionale, con criteri e terminologie il più possibile uniformi, pur nel rispetto dell’autonomia territoriale.
Sul metodo di lavoro, Frisoni ha proposto un percorso per step: prima eliminare gli elementi anacronistici della legge 16, poi introdurre innovazioni più profonde.
Cavini ha ribadito la piena disponibilità dell’Associazione: «Noi ci siamo. Abbiamo migliaia di imprenditori che amano questa regione e che ogni giorno dimostrano cosa significa buttare il cuore oltre l’ostacolo. Costruiamo insieme un sistema di regole moderno, sostenibile e all’altezza del futuro del turismo regionale».
Il progetto di legge regionale sugli affitti brevi all’esame della III commissione, è stato un altro punto centrale del confronto. CNA riconosce che il fenomeno è in forte crescita anche in Emilia-Romagna ma è importante considerare sia le criticità che ne sono derivate sia le ricadute economiche sui territori.
La proposta regionale introduce una nuova destinazione d’uso turistico-ricettiva per gli immobili destinati alle locazioni brevi e mette a disposizione dei Comuni la possibilità di introdurre in modo flessibile strumenti di regolazione limitando l’insediamento degli affitti brevi in alcune aree o di incentivarlo dove la ricettività tradizionale è carente.
CNA ha espresso preoccupazione per alcuni passaggi, in particolare per l’articolo 13, che se interpretato in senso restrittivo potrebbe mettere a rischio la continuità di imprese che già sono in attività ed operano nel pieno rispetto delle regole. L’Associazione teme che una norma poco chiara non contribuisca davvero a risolvere la crisi abitativa, ma incentivi invece il sommerso, spingendo parte dell’offerta verso il nero.
La richiesta è di distinguere con nettezza tra chi gestisce affitti brevi in modo professionale e chi si muove ai margini della legalità, tutelando il primo e contrastando il secondo.
L’assessora Frisoni ha rivendicato una posizione di equilibrio: il provvedimento, ha ricordato, si concentra sulla componente urbanistica, vuole fornire ai Comuni uno strumento flessibile e non ha alcuna intenzione di produrre effetti retroattivi. Ha riconosciuto la necessità di chiarire ogni possibile “area grigia”, in particolare sull’articolo 13, e ha ribadito che l’obiettivo è avere una legge chiara, che migliori il settore e non penalizzi l’offerta regolata.
Accanto alle norme, il confronto ha riguardato anche le leve economiche a sostegno delle imprese per aiutarle a fare sempre meglio. In questo quadro si inserisce il bando Eureka in apertura l’8 gennaio con cui la Regione Emilia-Romagna intende promuovere la riqualificazione delle strutture ricettive (alberghiere e all’aria aperta).
Il bando mette a disposizione 11 milioni di euro di risorse regionali per sostenere innovazione e investimenti nel settore del turismo tramite uno strumento di credito agevolato.
Sono inoltre previsti ulteriori 500 mila euro, oltre ai 2,5 milioni già in campo, per l’implementazione della legge 40 di cui tutte le strutture afferenti alla legge 16 potranno beneficiare. . Per l’Assessora Frisoni, strumenti normativi e finanziari devono procedere di pari passo.
Durante l’incontro CNA ha posto anche il tema del cambiamento climatico e della necessità di definire una strategia per il futuro del turismo dell’appennino.
Negli ultimi anni, le presenze in montagna sono cresciute soprattutto grazie al turismo outdoor, alle esperienze slow e ai percorsi meno battuti. Allo stesso tempo, eventi come le recenti alluvioni hanno mostrato la fragilità di alcuni territori.
L’Associazione ha chiesto di inserire in modo più esplicito, nelle politiche regionali, strategie per:
- favorire la destagionalizzazione del turismo montano;
- sostenere l’adeguamento di strutture e servizi nelle aree interne;
- valorizzare strade bianche e percorsi secondari come patrimonio da mettere in sicurezza e promuovere ad esempio per cicloturismo e cammini
- continuare a sostenere gli interventi per il turismo collegato alla neve
Un passaggio è stato riservato anche al tema delle concessioni balneari trattandosi di uno degli asset principali del turismo regionale, CNA ha sottolineato la grande preoccupazione per un momento di stallo sui provvedimenti attesi con l’avvicinarsi sia della prossima stagione balneare che delle scadenze normative per le evidenze pubbliche.
L’Assessora Frisoni ha mostrato l’impegno per trovare un coordinamento con proposte operative per definire linee guida comuni e costruire una piattaforma utile a garantire una applicazione omogenea sul territorio regionale. L’obiettivo è salvaguardare il nostro sistema turistico e le nostre specificità, pur presidiando i prossimi passi annunciati dal Governo a partire dalla riforma del codice della navigazione e dall decreto indennizzi.
E’ stato affrontato anche il tema del commercio e più precisamente di quanto connesso alla legge sull’economia urbana, dai bandi legati alla costituzione ai finanziamenti degli hub fino ai sostegni previsti per le imprese. Frisoni ha evidenziato come si debba pensare ad interventi strutturali che garantiscano quindi continuità al meccanismo messo in atto con la legge dando sia gambe alle riqualificazioni da parte dei comuni che possibilità di sostegno per le imprese.
Il Consiglio di CNA Turismo e Commercio ha sottolineato l’importanza di non perdere l’ambizione della legge sulle attività legate ai centri urbani con l’inclusione sia di attività commerciali che di artigianato di servizio.


