Saper indagare le prospettive di sviluppo delle imprese e riuscire conseguentemente a coniugarle con le opportunità che possono derivare da strumenti come Horizon 2021-2027 è parte fondamentale del nostro lavoro. L’impegno che dobbiamo assumere è quello di tenere accesi con costanza i riflettori, per far sì che diventino accessibili anche obiettivi non proprio facilmente raggiungibili. Solo così possiamo valorizzare al meglio il lavoro che facciamo per le piccole imprese”. Con queste parole, Mario Pagani, responsabile Dipartimento politiche industriali, ha concluso il webinar “In linea con Bruxelles” dedicato al tema “Horizon Europe: quali prospettive ed opportunità per le Pmi italiane”.

L’incontro è stato organizzato da CNA Bruxelles con l’obiettivo di “familiarizzare” con Horizon Europe 2021-2027 in vista della prossima apertura dei bandi e dell’istituzione del Consiglio europeo per l’innovazione.

Il 18 marzo scorso, infatti, la Commissione europea ha dato vita al Consiglio europeo per l’innovazione (EIC), un piano con cui sarà possibile finanziare le Pmi e le start up innovative che intendono plasmare il proprio modello produttivo all’insegna della ricerca e dell’innovazione. Il Consiglio permetterà alla ricerca sulle tecnologie emergenti di essere associata non solo a un programma di accelerazione ma anche a un fondo azionario creato ad hoc, il Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione.

Questa è la principale iniziativa del programma Horizon dedicata al sostegno delle Pmi altamente innovative.

Come ha spiegato il professor Fabio Donato, attaché della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea, presentando le novità presenti nel programma quadro di ricerca e innovazione 2021-2027.

Il professor Donato, inoltre, ha sottolineato l’importanza che ha avuto il nostro Paese nella definizione di questo programma: “L’Italia nel suo complesso, istituzioni e associazioni, ha avuto un ruolo molto incisivo sugli esiti del negoziato. Questo grazie alla capacità di muoversi a sistema. Sia nella parte tecnica che in quella politico-istituzionale, in tutte le sedi, il nostro Paese era presente, con gli enti di ricerca italiani, gli stakeholder, gli uffici di rappresentanza a Bruxelles, e questo ha costituito un vantaggio nel corso del negoziato. L’Italia è un interlocutore forte e riconosciuto, capace di esprimere visione perché ha radici profonde nell’Europa”.

Elisa Vitella, responsabile CNA Bruxelles, ha evidenziato a sua volta la capacità di coordinamento dell’Italia di tutti gli attori coinvolti nel programma. “Come Sistema CNA – ha continuato Vitella – dobbiamo operare per favorire le sinergie di strumenti quali Horizon Europe con i fondi strutturali a disposizione delle Regioni, ed al contempo richiedere con forza la definizione di percorsi di ricerca che possano avvicinare le nostre imprese ai fondi del Consiglio Europeo per l’Innovazione”.