‘Tutelare tutti gli anelli della filiera per salvaguardare il settore nel suo complesso’. E’ da questo concetto che parte il presidente nazionale CNA Federmoda, Marco Landi, per analizzare lo stato dell’arte del settore moda, uno dei più colpiti dalla pandemia.

L’occasione è fornita dalla riunione del tavolo Tessile Moda presieduto dal ministro dello Sviluppo Economico, on. Giancarlo Giorgetti alla presenza del viceministro sen. Gilberto Pichetto Fratin e del capo gabinetto, consigliere Paolo Visca con le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali del settore.

Anche in questa sede CNA Federmoda ha ribadito la necessità di interventi d’emergenza e di prospettiva per la salvaguardia della filiera moda italiana, una filiera, fatta anche di tanti ‘ambasciatori’ che raccontano al meglio il nostro Paese nel mondo, e che necessita di una programmazione strategica e di una visione di medio e lungo termine che la sostenga, la valorizzi e le consenta di preservare l’integrità organizzativa, rafforzando, inoltre, le misure a sostegno dell’innovazione del made in Italy e delle produzioni sostenibili.

Il Presidente Landi ha posto particolare attenzione sulla necessità che il Governo intervenga su un allungamento dei termini per i mutui da finanziamenti Covid-19 e sull’urgenza di definire azioni che possano confermare la realizzazione delle fiere in presenza. Landi ha poi dichiarato come sui costi energetici sia opportuno intervenire anche in sede legislativa con una riforma strutturale degli oneri generali di sistema, prevedendone la parziale defiscalizzazione: sarebbe una soluzione per alleggerire il costo dell’energia per le piccole imprese e per colmare il gap competitivo con i concorrenti europei.

Il ministro Giorgetti ha evidenziato come vi sia la necessità di prorogare gli ammortizzatori sociali fino a fine anno e si possa prendere in considerazione l’apertura dei negozi di moda su appuntamento anche nelle zone rosse. Inoltre, il ministro ritiene opportuno trovare delle soluzioni di green pass ‘made in Italy’ in quanto le tempistiche europee potrebbero rivelarsi piuttosto lunghe.

Il viceministro Pichetto Fratin si è espresso sull’opportunità che i lavori del tavolo proseguano anche attraverso gruppi di lavoro tematici per andare più in profondità sulle problematiche e trovare soluzioni adeguate.

L’incontro è stato anche occasione per illustrare alcune delle azioni suggerite al Governo attraverso un documento condiviso da CNA Federmoda, Confartigianato Moda, Casartigiani e CLAAI con Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL e trasmesso nei giorni scorsi al presidente del consiglio, prof. Mario Draghi.

Il documento sviluppa una analisi dello stato del settore e delle sue peculiarità che mettono in evidenza come il 98% della base produttiva della moda italiana sia composta da imprese artigiane e MPI. Il testo definisce proposte contro il dumping economico e sociale, per l’educazione alla legalità, a favore del rilancio di politiche distrettuali, incentivi alle assunzioni e per lo sviluppo sostenibile, sostegno all’internazionalizzazione e supporto verso la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica.

A margine dell’incontro Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda, ha affermato che ‘l’avvio di una politica distrettuale come politica di collaborazioni, aggregazioni, messa in rete di imprese è fattore indispensabile per una migliore partecipazione alle dinamiche globali e condizione per intercettare le catene globali del valore’. ‘Gli interventi – ha concluso Franceschini – devono prevedere investimenti infrastrutturali per facilitare mobilità e connessione, e nella conoscenza per consentire il rilancio di una stagione dedicata ai Centri di Ricerca e alla formazione professionale attraverso risorse ad hoc per l’apprendistato duale’.